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D: Qual è il significato di “Educare alla sessualità ed affettività”? Non è un processo di crescita naturale ?

R: Certo la sessualità è una delle componenti del percorso evolutivo di ognuno di noi, di sicuro è possibile conoscere e comprenderne meglio i vari aspetti attraverso approfondimenti e riflessioni che rendano più consapevoli e nel contempo stimolino a saper ascoltare il proprio corpo, le proprie emozioni e sensazioni, oltre che a rendere più proficua la capacità relazionale. E’ importante anche per promuovere la comunicazione sui temi della sessualità, in un contesto dove spesso è difficile confrontarsi su argomenti che investono la sfera intima.

D: Perché per gli adulti è così difficile parlare di questi argomenti ai ragazzi ?

R: Forse perché noi adulti siamo figli di una società storicamente inibita sulla comunicazione dei temi correlati alla sessualità e la sessualità nel tempo ha vestito gli abiti del peccato e del “secretato”. Diversi sono i fattori che limitano questa flusso comunicativo, ma già prenderne atto è un passo avanti. Anche per gli operatori della sanità non è semplice trattare alcuni di questi argomenti e per questo diversi di noi hanno frequentato dei corsi di formazione specifici, sia per l’attività di educazione alla sessualità che per il trattamento delle problematiche e delle disfunzioni sessuali nel singolo e nella coppia.

D: Qual è allora la soluzione?

R: Avere la disponibilità nel riconoscere le proprie difficoltà nell’esposizione di un argomento e nel contempo approfondire i contenuti che riattivano le nostre emozioni, è un modo per abbassare il livello di “contrattitudine” verso quell’argomento e permettere una maggiore fluidità nell’esposizione. Vorrei sottolineare che con contrattitudine, intendo la difficoltà ad esprimere o trattare quegli argomenti che suscitano intensa emotività, tanto da inibire la comunicazione su quei temi o renderla sommaria, esclusiva, insomma poco rispondente al quesito posto e quindi al bisogno espresso dal ragazzo. Questo percorso è molto importante per chi riveste un ruolo educativo, siano essi genitori, insegnati ed anche operatori della sanità.

D: Secondo te per noi ragazzi è più semplice trattare questi argomenti ?

R: Fra ragazzi non è sempre semplice parlare di sessualità, seppur oggi l’uso della comunicazione virtuale abbia abbassato la soglia di vergogna nel trattare tali argomenti, ma anche questo è un segnale del bisogno di un intermediario nella comunicazione sessuale.

D: É come dire che ci si “arrampica sugli specchi” e si restituisce poco di quanto chiesto. I ragazzi e le ragazze forse per questo si rivolgono al web per trovare risposte e meglio comprendere i temi della sessualità ?

R: Forse sì, ma è anche vero che il web è un contenitore dove si trova di tutto ed è facilmente accessibile. Di sicuro è una grande risorsa, però sarebbe opportuno che ci si potesse confrontare anche su ciò, sia per filtrare i contenuti corretti e validi, sia perché la sessualità ha necessità di un riscontro con la parte interiore di sé stessi, con le proprie sensazioni, le proprie incertezze, le paure, le esperienze vissute, la difficoltà di esprimere dubbi ed incertezze e non solo “sul fare”, come spesso dicono i ragazzi, ma soprattutto sul sentire ed esprimere.

D: La sessualità può essere scissa dall’affettività?

R: Bella domanda. Personalmente ritengo che, se per affettività s’intende il coinvolgimento dell’emozione, allora le due non potranno mai essere completamente scisse, se invece al termine affettività leghiamo i sentimenti, allora si potrebbe dire che la sessualità può essere agita quale esperienza maggiormente legata alla corporeità o quale frutto di una relazione sentimentale. Due ambiti diversi e due argomenti che richiederebbero un approfondimento maggiore.

D: Il Consultorio familiare è un servizio dell’ASP rivolto anche ai ragazzi, ci si può rivolgere spontaneamente? Che servizi fornisce? Si può accedere anche senza i genitori?

R: I Consultori familiari nella nostra Azienda Sanitaria sono dodici distribuiti su tutto il territorio provinciale; qui nel nostro distretto ne troverete quattro: Badolato Marina, Chiaravalle C.le, Girifalco, Soverato.
Il Consultorio si rivolge prevalentemente ai giovani, alle donne, alle coppie ed alle famiglie, per gli argomenti inerenti il benessere psico-sociale, la salute sessuale e riproduttiva, i bisogni dei singoli e delle coppie, la prevenzione dei tumori della sfera genitale, la prevenzione del disagio.
Di persona avrete modo di conoscere meglio il dettaglio delle attività, si può accedere semplicemente per acquisire delle informazioni, per esprimere dei dubbi, per confrontarsi o consultarsi con i professionisti che vi operano: assistenti sociali, educatori professionali, psicologi, ostetriche, ginecologi, pediatri e infermieri.
La riservatezza è un elemento cardine di questi servizi ed i ragazzi hanno la possibilità di rivolgersi ad essi telefonicamente, anche in via anonima, o per mail. Il consenso dei genitori è necessario come in ogni servizio sanitario cui si accede di solito, salvo che non si tratti di richieste e assistenza che rientri nella cosiddetta “tutela minore”. Mi spiego meglio, noi per i minori rivestiamo il ruolo di pubblico ufficiale ed abbiamo il compito di affiancare chi ci chiede aiuto, per esempio nel caso di una molestia, una violenza, ma anche per un disagio dovuto ad isolamento, atti di bullismo, oppure per bisogni prevalentemente sanitari che un ragazzo/a non si sente di esprimere agli adulti di riferimento. Sarà nostra cura condividere con loro la possibilità di mediazione e d’incontro con i genitori o intervenire con cautela ed in cooperazione con gli organi di tutela e giudiziari per la risoluzione del problema.
E’ un discorso molto articolato e difficile da descrivere in poche battute, per cui, oltre a rimandare a domani qualche approfondimento, vi lascio un indirizzo mail a cui vi potete, già da subito, rivolgere per avere delle risposte o per porre dei quesiti, ai quali possiamo rispondere domani in conferenza senza rivelare l’autore del quesito. Una precisazione, la mail può essere letta solo da me e dalla collega dott.ssa Paola Macrina, che già conoscete perché viene da diversi anni a scuola per effettuare incontri in classe e non solo. E ricordate, a noi è dato il segreto professionale!
A domani.
Mail : [email protected]

Dott.ssa Teresa Napoli

Asia Servello 4D.

Spoiler: Assemblea sull’educazione sessuale