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Anche quest’anno Google è salita sul palco in quel di San Francisco per presentare le novità in cantiere. Tanti i miglioramenti ai quali si sta lavorando: partendo da Android, sistema operativo prodotto dal gigante di Mountain View, pronto a rinnovarsi in una versione 9.0 ricca di cambiamenti, passando per una corposa revisione grafica dell’intero ecosistema Google, fino all’applicazione pratica all’interno delle nostre giornate dell’intelligenza artificiale nota come Assistente Google.
È stata proprio quest’ultima a suscitare la curiosità degli sviluppatori partecipanti alle conferenze, dimostrando come gli studi del settore stiano portando importanti frutti. Ma andiamo con ordine.

-Android P
Non è ancora noto a quale dolce si riferisca la lettera P, qualcuno ipotizza Pineapple Cake(Torta all’ananas) mentre altri pensano sia più probabile Popsicle(Ghiacciolo). Una cosa è comunque certa: si tratta di buon passo avanti rispetto all’attuale versione(8.1). La grafica acquisisce un tocco di freschezza e delle curve che rendono il tutto più armonioso. Il sistema beneficia anche dell’ Assistente che sarà in grado di studiare l’utilizzo delle applicazioni dell’utenza, tenendo pronte all’apertura quelle più usate e limitando le risorse di quelle sfruttate meno frequentemente. Il tutto dovrebbe tradursi in un aumento delle autonomie del 30% circa. Arriva, inoltre, il supporto ufficiale al notch, la tanto chiacchierata “tacca” che ha preso piede grazie a iPhone X.
Attualmente si tratta ancora di una beta, la stabile verrà lanciata verso settembre.

 

-Applicazioni & Grafica

Oltre al sistema, anche il grande comparto di applicazioni Google riceve numerose novità. Tutte vedono un ritocco nel design, che le rende più pulite e ordinate, facilitando il loro utilizzo. È da sottolineare come la nuova grafica, evoluzione diretta dell’attuale Material Design, verrà introdotta gradualmente, non solo nelle applicazioni per smartphone, ma anche in tutti i servizi web che Google offre (Gmail, Drive, e molti altri).

L’applicazione News riceve, inoltre, un nuovo algoritmo per la gestione delle risorse e la proposta di articoli in base alle preferenze del pubblico, sempre grazie all’implementazione di Assistente Google. Interessantissima la nuova versione di Maps che integrerà la realtà aumentata per lo spostamento pedonale.

 

-Google Assistant

Annunciato nel 2016 e diffuso su larga scala l’anno seguente è “Assistant” (in Italia conosciuto come, Assistente Google) in breve tempo ha conquistato un grandissimo pubblico andando ad affiancarsi ai già esistenti Siri( Apple) e Cortana(Microsoft).
Google punta fortissimo sul suo prodotto e nel sorpasso dei diretti competitors, come dimostrato negli ultimi giorni.
Il gigante californiano ha letteralmente fatto impazzire il suo pubblico con pochi ingredienti: machine learning, modellazione vocale e proprietà di linguaggio. Per prima cosa gli sviluppatori hanno “nutrito” la loro creatura dandogli in pasto un numero altissimo di conversazioni con le quali potesse apprendere quanto più possibile sia in termini di lingua che di tono ed  espressione. In seguito hanno dato ad Assistant le capacità per replicare quanto appreso e archiviato nei suoi database; parliamo di algoritmi particolarmente sensibili al tono usato nelle conversazioni, capaci di diminuire e aumentare il tempo di risposta vocale a seconda della situazione, nonchè di replicare alcune espressioni umane che al livello linguistico erano incomprensibili per una macchina, fino ad oggi.
Il primo esempio riportato nel seguente video, tratto proprio dalla conferenza di San Francisco, mostra come Assistant sia stato in grado di eseguire in completa autonomia una prenotazione presso un parrucchiere per il suo utilizzatore.
Da notare la sua capacità di adattarsi a diversi scenari che comprendono le trattative sull’orario dell’appuntamento date dalle esigenze dell’utente.

Nel secondo esempio l’Assistente viene ritratto durante una prenotazione in un ristorante.
Interessantissimo l’atteggiamento paziente e chiaro nei termini e nell’esposizione, che l’intelligenza assume nei confronti di una corrispondente un po’ confusa.

A questo punto il dubbio sorge spontaneo: ha ancora senso l’esperimento di Turing? Tale esperimento cerca di distinguere, mediante un colloquio dattilografico, se si sta parlando con una macchina o una persona. Le differenze dovrebbero essere nette, dato che una macchina non potrebbe pensare.
Pertanto non si troverebbe difficoltà a interpretare le risposte e individuare con chi si sta parlando.
La presentazione di questi giorni apre comunque molti dubbi in merito, anzi, sembra quasi chiudere definitivamente la questione mettendo fuori gioco l’esperimento che avrebbe dovuto perdere significato, a detta del suo inventore, intorno al 2050.

 

Fabrizio Ranieri, IVD

 

Google I/O: il test di Turing crolla definitivamente?