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Intervista a Paolo Cattaneo

Qualche tempo fa, mentre scrollavo la bacheca di Instagram, ho notato tra i profili suggeriti quello di Paolo. Sto di parlando di Paolo Cattaneo, un ingegnere informatico italiano che grazie alla conoscenza dell’inglese e la padronanza delle materie scientifiche è riuscito a coronare il sogno di ogni adolescente, viaggiare intorno al mondo in moto. Per capire meglio di cosa si trattasse ho subito dato un’occhiata al suo profilo, sono rimasto a bocca aperta, perché Paolo, in viaggio dal 2015, ha documentato e condiviso sui social una quantità enorme di foto ed esperienze che ognuno di noi vorrebbe vivere. Così, dopo qualche tempo, ho deciso di scrivergli una mail per fargli qualche domanda e per capire cosa significasse per lui viaggiare.

-Da dove e come è iniziato il tuo viaggio?

-Il mio primo viaggio in moto di lunga portata, è iniziato a Sydney, Australia, dove tuttavia risiedo, il 15 Febbraio del 2015. L’ ottobre del 2015, ha visto il mio rientro a Sydney, dopo un giro completo dell’Australia e dopo aver percorso 37000km. Da li mi sono organizzato per la spedizione della moto da Sydney a Valparaiso, Chile, dove nel Settembre 2016 è iniziata la seconda parte del mio viaggio. Ora, sono in Ecuador.

-Quali sono i motivi che ti hanno spinto a viaggiare?

-In principio, il motivo era prettamente di carattere turistico. Ma per fare un passo così grande mi ci sono volute motivazioni molto più forti. Diciamo che, giusto nel momento in cui ebbi difficoltà nel fare questa scelta di mollare tutto e partire, giusto un amico morì di cancro fulminante alla pelle e ad un’altra conoscente fu diagnosticato un cancro al cervello. Da li mi resi conto dell’ incredibile impermeabilità della nostra esistenza e della costante illusione che abbiamo di avere tempo. In realtà, ogni giorno, ogni minuto ed ogni opportunità è preziosa ed è la unica cosa che abbiamo. Quindi mi decisi a mollare gli ormeggi ed a salpare verso l ignoto, che è quello che più mi piace fare.

-Dove hai trovato le risorse per il tuo viaggio? hai degli sponsor o ti finanzi da solo?

-Purtroppo non ho sponsor economici o finanziatori segreti. Mi piacerebbe, ma tutto quello che sto spendendo sono soldi guadagnati con anni di duro lavoro. Ovviamente ho dovuto rinunciare a molte cose per potermi permettere questo, visto che la mia famiglia è modesta ed io non ho quasi mai avuto risparmi fino a quando decisi di emigrare in Australia.

-Viaggi da solo?

-Credo che la mia maniera di viaggiare parli da sola. Viaggio in moto da solo da più di 2 anni. Mi piace stare solo.

-Quanto ti ha cambiato il tuo viaggio dal momento della partenza?

-Dal momento del mio rientro a Sydney, dopo il mio primo viaggio attorno all’Australia, non sono mai più stato lo stesso. Ogni cosa nuova, ogni paese, ogni esperienza, ogni persona, che entra nella tua vita ti cambia. La quantità di queste dipende da quante novità e stimoli diversi ti riempiono la giornata. Immaginati quanto io sia potuto cambiare…

-Quali sono state le esperienze più belle che hai fatto?

-Sicuramente come motociclista, percorrere la Carretera Austral ed attraversare tutto il Brasile sono state certamente le esperienze più emozionanti, visto che sono luoghi che ho sempre sognato di percorrere.

-Quali sono i luoghi più belli che hai visitato?

-Ci sono un’infinità di luoghi incredibili e sicuramente dopo un anno passato ad attraversare il continente, la lista è lunga. Mi sono certamente innamorato della Bolivia, coi suoi altipiani e la sua gente tradizionale. Anche il Brasile offre decisamente spettacoli mozzafiato, però in generale la Ecuador è il paese che mi sta piacendo maggiormente in ogni senso.

-Fino a quando pensi che continuerai?

-Il viaggio in Australia è nato quasi per caso, poi col tempo ho iniziato ad aggiungere pezzi, come il centro America, la Mongolia ecc. . Il viaggio nelle Americhe mi vedrà percorrere tutto il continente fino all’Alaska, poi manderò la moto alla parte estrema della Russia orientale e da lì attraverserò tutta la nazione, fino ad arrivare in Europa, dove poi scenderò fino a Milano (provincia), dove sono nato e cresciuto.

-Devi aver incontrato molti popoli e culture diverse, qual è stato il più affascinante?

-Come ti dicevo i Boliviani sono persone ancora legate molto alla cultura Andina (pre-colombiana) e quindi forse i più “diversi” da noi e dalla cultura occidentale. A mio parere hanno qualcosa di magico che tutti gli altri popoli, forse, si sono dimenticati.

-Se non ti dispiace potresti parlarmi della tua vita e delle avventure che hai vissuto?

-Per questa domanda mi sa che dobbiamo dedicare un articolo a parte. Avrei avventure da raccontare per ore. Ti faccio un sunto generale.
Nato e cresciuto in Brianza, in un paesino di 2000 anime, in mezzo a campi e poco più, a 25km da Milano e 20 da Como. Di certo non il miglior studente del Liceo Scientifico. La scuola mi ha sempre annoiato a morte e quindi, non studiando, non sono mai stato uno dei favoriti dei professori. Il classico “ha potenzialità ma non si applica”. Da li, università di ingegneria informatica; annoiato il doppio che al liceo. Terminata tuttavia la carriera scolastica, mi sono concesso un viaggio che sempre sognavo: gli stati uniti. Ridendo e scherzando, sono partito da solo, senza conoscere nessuno, alla volta di Los Angeles e ci sono rimasto per 3 anni. Non senza lottare. Da li, mi sono trasferito in Thailandia dove sono rimasto per quasi un anno, viaggiando ed allenandomi (sono maestro di Muay Thai). Nel 2008 sono dovuto rientrare in Italia per aiutare la mia famiglia, e nel 2010 sono ripartito e mi sono trasferito in Australia, dove ho vissuto gli ultimi 6 (bellissimi) anni. Ho (quasi) sempre lavorato nell’ambito informatico, sia in USA, che in Italia, che in Australia; per questo, in un certo senso, l’università ed il titolo di studio superiore, nonostante non mi siano piaciuti per niente, mi sono serviti come biglietto d ingresso negli altri paesi. È un pò come un passaporto. Tuttavia non è sufficiente per la maggior parte dei casi a garantirti un permesso di lavoro o di permanenza. Emigrare all’estero richiede più capacità di adattamento che di abilità professionale.

Vorrei ringraziare Paolo per la pazienza e la disponibilità avuta, gli auguro buona fortuna per le sue future avventure e spero che continui a viaggiare. Potete seguirlo su Instagram , @paolocattaneophoto, e seguire tutti i suoi progressi in giro per il mondo

Di Salvatore Procopio(IIC)

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