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Parole ostili” non è solo il tema di un progetto, ma un problema vero e proprio che merita di essere analizzato e combattuto.
È per questo motivo che, a seguito della lettura del Manifesto contro le parole ostili “sul web”, la mia classe ha tentato di produrre qualcosa che potesse far comprendere quanto male le parole possono causare.
Una frase pesante in sé, una parola inappropriata possono causare dolore, ma quando vengono scritte pubblicamente sul web, con l’intenzione di denigrare e far danno a qualcuno e con l’auspicio che il post in questione venga letto da quante più persone il web possa indirizzare, provoca non solo sdegno, ma fa paura. Le bufale, per questo, spesso montate ad arte per infangare qualcuno, sono state il tema principale dei lavori di tre gruppi su quattro, tra quelli formati dalla nostra professoressa di italiano per realizzare i lavori di approfondimento.
Il gruppo di cui ho fatto parte, ha scelto di toccare un tasto che ha un suono più grave, un argomento che mette angoscia perché e ovvio che non esiste alcun motivo per perpetrarlo se non odio e cattiveria. Né ragioni politiche, né economiche o scherzo dietro il cyberbullismo c’è solo un grande sentimento negativo, intrinseco in chi attacca, e “indotto” in chi subisce. La morte, a volte, arriva ad essere l’unica soluzione per le vittime e questo ci porta a pensare quanto pesante e insostenibile sia la vita di un ragazzo o di una ragazza presi di mira.
È per questo che abbiamo cercato di simulare la situazione nel nostro spot, non tralasciando le scene di sfoghi e pianti, non tralasciando la macabra conclusione della vicenda. Così abbiamo cercato di far riflettere tutti: i bulli, assassini di ragazzi fragili, e questi ultimi, portando esempi di situazioni e di aiuti: il telefono del “Telefono azzurro” è attivo H24 e la polizia postale ha addirittura creato un’app per essere più vicina agli adolescenti e far denunciare anche anonimamente. Dobbiamo solo cercare di aiutare e aiutarci. Perché nessuno è solo. Mai.

Malena Parretta, Federica Scoppa, Luca Carnuccio, Diana Pittelli, Silvia Petrosillo (VB)

Le parole non sono solo parole. Un click può cambiare la vita.