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 di Francesco Pasquino IVF

9 dicembre 2016 – Siamo giunti ormai al quarto ed ultimo incontro programmato in collaborazione con l’Osservatorio sulla mafia “Falcone-Borsellino-Scopelliti”.

Questa volta a partecipare non sono solamente gli studenti del Liceo Scientifico “A. Guarasci” ma anche alunni di diversi istituti come l’IPSSEOA, l’I.T.E “Antonino Calabretta” e l’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato.
Il libro presentato per questa occasione è “Peppino Impastato un giullare contro la mafia”, che nasce da un’idea di due amici siciliani: Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, rispettivamente sceneggiatore e fumettista. La storia narrata è quella di Giuseppe Impastato, nato a Cinisi il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato, in una famiglia bene inserita negli ambienti mafiosi locali. Peppino da giovane frequenta il liceo classico ed è proprio in questi anni che si avvicina alla politica del centro-sinistra, diventando fondatore del giornale “L’Idea Socialista” e di un programma radiofonico di nome “Radio Out”. Questo “giullare”, insieme ai suoi amici, denuncia in modo satirico l’attività mafiosa portata avanti dall’operato di Tano Badalamenti, il quale diverrà successivamente il mandante del suo omicidio. Peppino è un ragazzo coraggioso, che ama la vita e non si tira indietro nel denunciare i retroscena dell’ampliamento dell’aeroporto di Palermo, nonostante i conflitti con il padre e le preoccupazioni della madre.
Pochi giorni prima delle elezioni comunali di cui era protagonista, la mafia lo uccide barbaramente nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978: una banda di seguaci del boss Badalamenti coglie di sorpresa il giovane e, dopo averlo malmenato, lo lega con funi e materiale esplosivo ai binari di una ferrovia. La sua morte tuttavia sembra voler indicare un attentato terroristico, come affermato dalle autorità locali.
La verità sarà nascosta per molti anni e verrà svelata solo in seguito con la condanna all’ergastolo per Badalamenti nel 2002.

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Invitati a partecipare alla conferenza, sono personaggi illustri come: Salvo Vitale, ex docente di storia e filosofia ma soprattutto amico e compagno di Peppino Impastato; la giornalista Giulia Veltri; il procuratore Giuseppe Borrelli; Arturo Bova, avvocato del Foro di Catanzaro, specializzato in diritto penale; il presidente dell’Osservatorio Carlo Mellea e l’autore Lelio Bonaccorso. L’incontro inizia con le presentazioni della giornalista Giulia Veltri e i saluti da parte del dirigente scolastico, che chiama sul palco alcuni ragazzi della classe IV F (Mariapia Griffo, Daniel Raspa, Francesco Pasquino, Alice Zaffino, Zangari Del Prato Maria Stella, Lorenzo Carnuccio, Lorenzo Gallelli e Sophia Russo), i quali, dopo un breve discorso di ringraziamento e di consegna delle targhe da parte del presidente Carlo Mellea, iniziano a presentare il lavoro svolto. Si tratta di un progetto curato nei minimi dettagli, in cui si passa dalla biografia degli autori a quella di Peppino Impastato e al suo processo. Durante l’esposizione viene anche citato e presentato il film “I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana, che ha permesso fino ad ora a tutti di avere un’idea generale sull’attività svolta da questo “piccolo siciliano di provincia”.
Successivamente i vari relatori iniziano ad esporre le proprie opinioni in merito al tema della legalità, giungendo a conclusioni a dir poco straordinarie, che riescono a mantenere alta la concentrazione del pubblico studentesco.
Il procuratore Giuseppe Borrelli afferma che probabilmente gli elementi assenti nel territorio calabrese sono proprio “le persone come Roberto Saviano, personaggi esposti alla mano pesante della criminalità organizzata, che accendono dei riflettori e combattono in modo diverso. Questi sono aiuti esterni importanti perché ciò che è mancato per un sacco di tempo è stata una figura mediatica”.
Salvo Vitale, invece, dopo aver ripercorso la storia della mafia ed in particolare dei boss mafiosi che si sono susseguiti al vertice della cupola, racconta agli studenti le proprie esperienze di vita, che alleggeriscono la tensione e raccolgono l’interesse del pubblico.
La giornata si conclude con l’intervento del fumettista Lelio Bonaccorso, il quale spiega la propria passione per il fumetto ed il grandissimo lavoro che si cela dietro la realizzazione di ogni immagine. Termina, infine, il proprio discorso facendo riferimento all’amore, un amore inteso in senso ampio, che permette a tutti di seguire i propri sogni e rappresenta la soluzione a tutto.

“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!” 
PEPPINO IMPASTATO

Peppino Impastato, un giullare contro la mafia