Crea sito

È sicuramente l’immigrazione uno dei temi più in voga negli ultimi tempi, oggetto di strumentalizzazioni, dibattito, scontri politici. L’immigrazione è stata, in realtà, sempre presente nella storia, come fenomeno e pure negli ultimi anni le popolazioni che nei secoli scorsi ne hanno tratto beneficio, venendo ospitati, dignitosamente e non, oggi rinnegano il loro passato e cercano di sbarrare la strada a chi bussa disperatamente alla loro porta.
“Un’emergenza epocale.” “La macchina Europa si è messa in moti in ritardo.” Sono queste le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, messaggi forti che ci fanno riflettere.
L’unione Europea abbraccia ben 28 stati e conta una popolazione di ben mezzo miliardo di abitanti, eppure migliaia di migranti che arrivano ogni mese, vengono considerati come veri e propri artefici di una invasione. Da questo punto di vista l’Europa risulta molto divisa, se da una parte ci sono stati impegnati nell’accoglienza, dall’altra alcune nazioni fanno un passo indietro difronte al problema. Questo rifiuto all’accoglienza genera una serie di situazioni che portano a vere e proprie tragedie, che tutti i giorni puntualmente occupano le prime pagine dei giornali e dei notiziari. Si tratta di vittime innocenti che nella speranza di raggiungere un posto migliore, o solamente dove non vi è la guerra, partono su dei barconi poco capienti e poco sicuri.
Su questa “Emergenza epocale” c’è anche chi costruisce la propria campagna politica e chi fomenta il razzismo ed i nazionalismi, creando un sentimento di nostalgia, nella gente ignorante, per tutte quelle ideologie che hanno fatto poco bene all’italia e ad altre nazioni.
Per far fronte a questo problema c’è bisogno di più collaborazione e dialogo fra le varie nazioni, così da creare un buon sistema di distribuzione dei migranti su tutto il territorio europeo. Non possiamo alzare muri, non possiamo lasciare che ci siano così tanti morti. Bisogna capire che queste persone ci stanno chiedendo aiuto e non possiamo ignorarle. C’è bisogno di un  Europa più unita e di più sensibilità verso quei bambini, quelle madri, quei padri ecc… che ogni giorno lottano per la propria vita, in equilibrio fra una striscia di plastica chiamata “barcone” e la morte chiamata mare.

 

Marco Pio Pagliaro, IIIB

Tanti morti, poca Europa